Normativa

Maxipacchetto Energia Pulita: l’UE stanzia 177 miliardi

ue_green

Una vera e propria rivoluzione green. È così che si può definire il Pacchetto Inverno presentato dall’Unione Europea nei giorni scorsi, che mira a ridefinire il mercato dell’elettricità, i diritti dei consumatori e il ruolo delle rinnovabili nell’immediato futuro.

I numeri del pacchetto varato dalla Commissione Europea parlano chiaro: più di mille pagine di proposte normative che alzano al 30% gli obiettivi vincolanti di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030.  Investimenti per 177 miliardi l’anno, 900 mila posti di lavoro in più, crescita del PIL UE dell’1% grazie alle manovre previste.

Per il vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic quella proposta è “la più importante trasformazione del sistema energetico in Europa da quando è stato introdotto un sistema centralizzato di energia fossile.”

Potrebbe interessarti anche: LA IEA PRESENTA IL WORLD ENERGY OUTLOOK 2016

Incremento dell’efficienza energetica, consolidamento della leadership europea nell’uso delle fonti rinnovabili, maggior tutela e creazione di un contesto favorevole al consumatore grazie a trasparenza sulle bollette e battaglia alla cosiddetta “povertà energica”. Questi i 3 punti principali del Maxi Pacchetto Inverno, che tra le sue iniziative punta anche su una serie di provvedimenti che disincentivano l’impiego dei vecchi biocarburanti di prima generazione provenienti da colture alimentari per favorire l’utilizzo dei biocarburanti di seconda generazione, più sostenibili.

L’obiettivo che si vuole raggiungere, spiegato da Sefcovic, è quello di “eliminare gradualmente l’impiego di biofuel di prima generazione per aumentare l’uso di quelli di seconda generazione”.

Nonostante la soddisfazione della Commissione Europea sui risultati raggiunti, le reazioni delle associazioni ambientaliste non sono così entusiaste.

Secondo Greenpeace UE, che critica i capacity payments (cioè i sussidi di cui beneficeranno carbone, gas e nucleare) “questo pacchetto di misure non fa altro che tirare il freno. Distribuisce soldi alle centrali a carbone e dà alle compagnie energetiche più potere di controllo sul sistema energetico, limitando il ruolo dei consumatori come produttori di energia rinnovabile.”

Anche Legambiente commenta in maniera negativa il nuovo scenario, considerando insufficienti sia l’aumento del 30% in termini di efficienza energetica sia per quanto riguarda il target comunitario del 27% fissato per le rinnovabili.

Potrebbe interessarti anche

Nessun Commento

Lascia un commento