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Il Glifosato: a breve i dati pubblici

Glifosato Cancerogeno

Il glifosato è il diserbante più utilizzato al mondo, un composto chimico il cui brevetto era di proprietà del colosso Monsanto fino al 2001, da allora è diventato uno dei prodotti fitosanitari più comuni.

Si può ritrovare davvero ovunque: dall’agricoltura al giardinaggio, fino nei nostri piatti: è presente in 100 alimenti a base di cereali, oltre a pasta e acqua. In Lombardia e Toscana, le due regioni italiane dove si effettuano rilevazioni sulle acque superficiali, il glifosato è presente in modo esteso. Da agosto il glifosato non può più essere usati in parchi, giardini per bambini e nella fase di preraccolta.

Glifosato e OGM

Di glifosato si parla spesso insieme agli OGM, questo perché dagli anni ’90 le coltivazioni transgeniche, in modo particolare quelle di soia, sono stata legate a questo diserbante. Basti pensare all’Argentina: nel 1996 furono approvate le coltivazioni ed è iniziata la commercializzazione delle colture di soia OGM abbinate all’uso del glifosato. In quelle stesse terre, le malformazioni dei neonati sono aumentate del 400%, mentre i casi di cancro nei bambini sono triplicati in dieci anni.

Glifosato Cancerogeno? L’allarme dell’Agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Proprio per la sua larga diffusione, se n’è interessata l’Agenzia per la ricerca sul cancro (IARC), una divisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità dell’ONU, che aveva classificato il glifosato come probabile cancerogeno. A questo punto si mise in moto anche l’Unione Europea, dove l’Autorità europea per la sicurezza alimentare fece diverse ricerche, arrivando però alla conclusione opposta dell’IARC.

Sospiro di sollievo? No, perché lo studio europeo si basava su altri studi finanziati da niente di meno che dalla Monsanto stessa.

Glifosato Cancerogeno? A breve i dati pubblici

Mentre i conflitti di interessi sono sempre più evidenti, l’UE ha esteso l’autorizzazione all’utilizzo del glifosato per altri diciotto mesi, grazie anche al voto di astensione tedesco e italiano. A schierarsi apertamente contro questo prodotto sono stati solo Malta e Francia. L’Efsa metterà a disposizione a breve i dati, almeno parzialmente, per farli valutare da scienziati indipendenti.

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