Energia Green

Dalla foglia bionica un nuovo biocarburante

Foglia Bionica Biocarburanti

I ricercatori dell’Università di Harvard hanno scoperto una nuova modalità per produrre biocarburante.

L’innovativo metodo sviluppato dall’università statunitense è stato divulgato sulla rivista scientifica Science, e gli sviluppatori pensano che a breve potrà essere immesso sul mercato.

L’équipe di scienziati è guidata da Pamela Silver, professoressa della Harvard Medical School, e Daniel Nocera, professore presso il MIT, che lavorano a questo progetto dal 2012, accumunati dall’interesse di trovare soluzioni pratiche all’approvvigionamento di energia anche nelle parti più remote della terra.

La foglia bionica: una foglia artificiale

La foglia bionica rende possibile produrre combustibile liquido a partire dai batteri, utilizzando la luce del sole: mentre una pianta cattura solamente l’1% dell’energia solare, questa foglia artificiale può arrivare anche al 70-80%, un enorme passo avanti. Si tratta quindi di una fotosintesi artificiale, dove un mix idrogeno, anidride carbonica, e un particolare batterio modificato in laboratorio, producono isopropopanolo, in sostanza alcool etilico, che può essere bruciato in un motore in maniera molto simile a come si fa per la benzina.

I biorburanti: una ricerca continua

I membri del laboratorio della professoressa Silver continuano nella loro ricerca di perfezionare il processo, oggi il team sta lavorando per sorpassare l’efficienza di un’alga che cattura il 5% dell’energia solare, un risultato comunque migliore di quello che può fare una pianta (sempre riguardo alla ricerca sui biocarburanti, abbiamo affrontato in un altro articolo il tema della produzione di biodiesel dalle alghe).

Secondo Nocera, la società moderna ha creato un intero sistema intorno all’utilizzo del petrolio: non solo i carburanti per le automobili, ma anche plastica e gomma. Lo scopo del suo studio è quindi di trovare un modo diverso, rinnovabile, per produrre le stesse materie e la fotosintesi potrebbe essere la risposta ideale. D’altra parte le piante per crescere usano semplicemente luce solare, aria e acqua, e gli stessi elementi sono stati usati dai ricercatori, ma in modo ancora più efficiente, convertendo energia in combustibile.

Da Harvard sperano già di poter esportare le loro scoperte in luoghi remoti e poveri, e pensano a collaborazioni con Paesi del Terzo Mondo, come India e Cina, come ai mercati per l’utilizzo del loro biocarburante.

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